GERTA CICI
Oltre l’immagine, l’identità di una donna
- Chi è la donna che si cela dietro l’immagine che milioni di persone vedono sullo schermo?
Una donna molto più semplice di quanto possa apparire online. Sono ambiziosa, creativa, molto esigente con me stessa e sempre alla ricerca del prossimo progetto o della prossima idea. L’immagine è soltanto una parte di ciò che sono.
- Quando hai capito che la tua influenza poteva trasformarsi in una professione, in una voce e in un’identità?
Quando ho capito che le persone non seguivano soltanto ciò che indossavo, ma anche il mio modo di interpretare la moda, l’immagine e l’estetica. È stato allora che tutto ha iniziato a diventare qualcosa di più grande dei social media.
- Che cosa significa oggi essere un’influencer di successo?
Avere un’identità riconoscibile anche senza bisogno di leggere il proprio nome. E, soprattutto, conquistare la fiducia delle persone che ti seguono.
- Lo stile è una parte fondamentale della tua identità. Come hai costruito la tua firma stilistica?
Non l’ho costruita seguendo delle regole. Nel corso degli anni ho imparato a riconoscere ciò che mi rappresenta e ciò che, invece, non mi appartiene. Amo le linee pulite, le silhouette femminili, i look monocromatici, gli abiti lunghi e, di tanto in tanto, un elemento capace di rompere completamente l’equilibrio di un look.
- Che cosa significa per te l’eleganza?
Non dover fare troppi sforzi per dimostrarla. Per me, l’eleganza è il modo in cui porti te stessa, non soltanto ciò che indossi.
- In un mondo in cui tutto viene pubblicato ed esposto, che cosa scegli di custodire soltanto per te?
Molto più di quanto le persone possano immaginare. Ci sono relazioni, emozioni e momenti che acquistano un valore ancora più profondo quando non vengono trasformati in contenuti da condividere.
- Quanto conta l’autenticità quando l’immagine è parte integrante della tua professione?
È fondamentale. Si può costruire un’immagine bellissima, ma le persone capiscono molto rapidamente quando, dietro quell’immagine, non esiste un’identità autentica.
- Qual è stata la sfida più grande che ti ha formata come donna e come professionista?
Ricominciare in un nuovo Paese e costruire il mio percorso professionale a New York. Questa esperienza mi ha insegnato a non aspettare che siano gli altri a crearmi uno spazio, ma a trovare la forza di costruirlo da sola.
- C’è stato un momento in cui hai pensato: «Adesso ho costruito il mio nome»?
Non c’è stato un momento preciso. È successo gradualmente, quando ho iniziato a rendermi conto che le persone mi cercavano non soltanto per il mio volto o per il mio pubblico, ma per il mio sguardo creativo e per il mio modo di costruire un’immagine e un universo intorno a un brand.
- Come scegli le persone e i brand a cui associare il tuo nome?
Deve esserci una connessione autentica con me. Se non indosserei, non utilizzerei o non consiglierei personalmente un prodotto, non avrebbe senso presentarlo soltanto perché si tratta di una collaborazione.
- Che cosa non faresti mai soltanto per ottenere più follower o attirare maggiore attenzione?
Non creerei mai una versione di me stessa soltanto perché funziona meglio online. L’attenzione passa rapidamente, mentre l’identità rimane.
- Che cosa desideri trasmettere alle donne che ti seguono?
Che si può essere femminili, ambiziose, creative e forti allo stesso tempo. Non dobbiamo ridimensionare una parte di noi stesse per fare spazio a un’altra.
- Qual è il sogno che non hai ancora realizzato?
Costruire qualcosa di mio su una scala molto più ampia: una piattaforma creativa e un nome capaci di vivere oltre la mia immagine personale.
- Come vorresti essere ricordata: per la bellezza, lo stile, il successo o l’impatto che hai lasciato sugli altri?
Per ciò che avrò creato. La bellezza e lo stile cambiano con il tempo; ciò che costruiamo e il modo in cui facciamo sentire gli altri hanno una vita molto più lunga.
Che cosa significa EXCELLENCE per te?
Non accontentarsi mai del «va bene così». Per me, l’eccellenza significa prendersi cura anche di quei dettagli che forse nessuno noterà, ma che, alla fine, fanno tutta la differenza.



Leave a Reply